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Nascosta
tra i boschi freschi dell’Irpinia, ecco
spuntare Avellino, moderno capoluogo
campano che pure conserva tutto il
fascino e le fattezze dell’originario
piccolo nucleo medievale. Nella zona si
attestano insediamenti risalenti già
all’epoca preistorica. Tra i popoli che
la controllarono prima dell’arrivo dei
Romani rimangono testimonianze di Osci (XII-XI
a.C.), Etruschi (VII-VI a.C.) e Sanniti.
Le truppe di Roma la strapparono infatti
a questi ultimi a piccoli brandelli di
territorio, nel corso di tre sanguinose
guerre (dal 343 al 290 a.C.) che
costrinsero gli abitanti alla resa. Nel
VI secolo d.C. Avellino fu presa dai
Goti e nel medioevo da Longobardi,
Normanni, Svevi, e infine da Angioini e
Aragonesi. Dal 1350 fu dominio dei
signori Caracciolo, di origine spagnola.
Grazie ad essi Avellino crebbe fino a
divenire fiorente centro di arte e
cultura. Dopo l’unità d’Italia rimase
isolata poiché teatro di scontri e
vittima di terremoti, ma negli ultimi
anni Avellino si è rimboccata le maniche
per tornare a godere lo splendore di un
tempo. La Cattedrale cittadina, il cui
nucleo originario risale al II sec. d.c.
ha subito numerosi rimaneggiamenti nel
corso dei secoli e ha oggi un aspetto
neoclassico. Tra i monumenti civili più
significativi ricordiamo il Monumento a
Carlo II d’Asburgo e la Torre
dell’Orologio, entrambi ad opera di C.
Fanzago, e la fontana detta dei Tre
Cannoli o di Bellerofonte che da Fanzago
fu solamente rimaneggiata nel 1669. Tra
i palazzi più belli vi sono: il Palazzo
della Dogana, Palazzo Caracciolo e il
Palazzo signorile della famiglia
Cucciniello. Consigliato per la
ricchezza delle sue testimonianze
archeologiche e artistiche è il Museo
Irpino, che documenta la storia del
territorio e conserva quadri e
porcellane che risalgono al periodo
compreso tra Seicento e Ottocento. |