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Friuli
Venezia Giulia: Il Friuli-Venezia
Giulia, terra di minoranze e
contaminazioni linguistiche, venne
concepita a tavolino negli anni del
dopoguerra. All’epoca del definitivo
passaggio di Trieste all'Italia, nel
1954, la città era stata privata di
tutto il suo entroterra e la Venezia
Giulia si configurava ormai come zona
quasi interamente jugoslava. Si decise
allora di unire Trieste al Friuli,
fornendo la nuova regione di una
discreta autonomia, in modo che si
potesse adattare alla nuova situazione
di unità. Situata nell'Italia
Nord-Orientale, con capoluogo Trieste,
il Friuli-Venezia Giulia comprende
appunto la zona del Friuli (province
d'Udine e Pordenone e parte della
provincia di Gorizia) e la Venezia
Giulia (province di Trieste e la parte
orientale della provincia di Gorizia). I
suoi confini sono a est con la Slovenia
(Alta Carniola/Gorenjska e Litorale/Primorska),
a nord con l'Austria (Carinzia), a ovest
con il Veneto, mentre a sud la regione è
bagnata dal Mar Adriatico. Tutta la
parte settentrionale, è occupata dalle
Alpi, la cui maggiore vetta è costituita
Monte Coglians (2780 metri), e dalle
Prealpi: tali rilievi rendono il
territorio montuoso al 43%. La zona
meridionale, sul Mar Adriatico, è invece
occupata dalla Pianura Padana. I
maggiori corsi d'acqua sono Isonzo e
Tagliamento. Tra le attività economiche
regionali, rivestono particolare
importanza l'agricoltura, sviluppata
nella bassa pianura, e l’allevamento di
bovini e suini, praticato nei boschi e
pascoli della fascia montuosa. I
prodotti più importanti sono: cereali,
frutta, uva da vino e coltivazioni
destinate alla lavorazione industriale
(barbabietole da zucchero, tabacco e
gelso). L'industria regionale si basa su
medie e piccole imprese, che operano in
prevalenza nei settori metallurgico,
meccanico, alimentare, del legno, della
coltelleria e del mobile |