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Centro
nevralgico della Ciociaria e asse di
comunicazione tra Roma e le città
campane, l’antico borgo di Frosinone sta
su quel colle del Lazio che guarda
dall’alto la pianura del fiume Sacco, su
cui si allunga la città moderna, e dal
basso i Monti Ernici e Ausoni.
Originario insediamento dei Volsci, nel
IV sec. a.c. Frosinone divenne un
municipium romano, come testimoniano le
vestigia dell’anfiteatro che sorgeva nei
pressi del fiume Cosa. Nel corso
dell’alto Medioevo, la città fu dominio
prima bizantino, poi longobardo, finché
fu donata dai Carolingi allo Stato della
Chiesa (817). Terra conquistata da
saraceni, normanni e angioini e in
seguito contesa da diverse famiglie
baronali, la città venne semidistrutta
da un terremoto nel 1350 e subì le
devastazioni dei lanzichenecchi nel 1527
e degli spagnoli nel 1556. Pur
gravemente danneggiato dai bombardamenti
dell’ultima Guerra Mondiale, il centro
storico di Frosinone conserva ancora
numerose testimonianze del passato.
Piazzale V. Veneto presenta un’alta
balconata, da cui si può godere il
suggestivo panorama della Piana del
Sacco e dare uno sguardo alle verdi
pendici dei monti circostanti.
Nell’attigua Piazza della Libertà stanno
il monumento ai Martiri
dell’Indipendenza, opera di E. Biondi
(1910), e la chiesa barocca di S.
Benedetto. La Cattedrale di S. Maria
Assunta, in stile romanico, è stata
ricostruita nel XVI e nel XVIII sec., e
ancora restaurata dopo l’ultima guerra.
Unica testimonianza dell’originaria
struttura, sono le bifore del campanile
a tre piani. Importante via cittadina è
Corso della Repubblica, lungo cui si
trova la neoclassica chiesa di S. Lucia,
dotata di un elegante portico in stile
ionico. Tracce della dominazione gotica
si ritrovano nell’intatta Porta delle
mura cittadine, un tempo accesso
principale alla città. Città d’arte ma
non solo, oggi Frosinone vanta uno
sviluppato un polo industriale che vede
particolarmente fiorenti i settori
tessile, edilizio, plastico e si
configura come di primaria importanza
nel panorama economico regionale. |