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Il Carpino
e il Sordo, affluenti del Volturno,
serpeggiano tra i valloni circondati da
rocce di travertino. Ed è proprio su di
uno sperone roccioso che sorge Isernia,
secondo affascinante capoluogo di
provincia molisano. L’origine della
città sembrerebbe riportare ai Sanniti
Pentri, nel cui linguaggio la parola
Aiser, possibile etimo per Isernia,
significa Dio. Città provata da numerosi
terremoti e gravemente danneggiata dai
bombardamenti dell’autunno del 1943,
Isernia conserva numerose testimonianze
del suo passato, seppure rimaneggiate
più volte nel corso dei secoli. Cuore
della città è Piazza Celestino V, in cui
si trova la fontana Fraterna risalente
al XIV secolo. La bella Cattedrale, in
stile classico, venne ricostruita nel
1837 ed è affiancata da un possente
campanile. Lungo corso Marcellei sta la
chiesa di San Francesco, ricostruita nel
1756, che conserva l’originale portale
romanico. In piazza Santa Maria
rimangono le vestigia della chiesa
romanica dedicata a Santa Maria Assunta,
detta anche Santa Maria delle Monache in
quanto anticamente di proprietà di un
monastero benedettino. In alcuni locali
dell’i questo ex convento è oggi
allestito il Museo Archeologico
cittadino. L’economia isernina e
dell’ampia provincia è basata sulla
lavorazione dei derivati di pastorizia e
allevamento. Un posto di primaria
importanza ha l’artigianato, che vanta
una lunga tradizione nella lavorazione
di metalli, tessuti in lana, merletti e
nella fabbricazione delle zampogne. Le
botteghe degli artigiani isernini che
fiancheggiano le strette strade del
centro storico cittadino sono a
disposizione per soddisfare esigenze di
qualsiasi tipo: sono infatti in grado di
fornire souvenir tipici della zona ma
anche pregiate riproduzioni in miniatura
di oggetti, perfette sia nell’aspetto
che sotto il profilo tecnico. |