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Affacciata
sulla costa tirrenica, a sud della piana
dell’Arno, sorse per volontà dei Medici
nel 1577. Edificata da Buontalenti, da
piccolo villaggio di pescatori
sottomesso a Pisa, Livorno presto
divenne importante porto, fortificato e
munito di avamposti militari. Ferdinando
I de’ Medici proclamò Livorno porto
franco e ne promosse lo sviluppo
urbanistico. Tra il 1590 ed il 1603
furono emanate le "Leggi Livornine" o
"Costituzione Livornina", che
prevedevano la concessione di immunità,
privilegi ed esenzioni ai mercanti, di
qualsiasi provenienza. Tali leggi
garantivano inoltre la libertà di culto
e di professione religiosa e politica.
La città si animò così di una vivace e
operosa comunità multiraziale formata da
esuli provenienti da ogni parte d’Italia
e anche dall’estero. Con l’Unità
d’Italia, l’abolizione del porto franco
(1868) rallentò il notevole sviluppo
economico cittadino. Oggi Livorno è un
importante centro industriale che conta
numerose raffinerie, cantieri, industrie
chimiche, alimentari e metalmeccaniche,
ma soprattutto è uno dei maggiori porti
del Tirreno. La sua suggestiva costa
richiama ogni anno moltissimi turisti,
che non mancano di visitare anche il
pittoresco centro storico. In Piazza
Grande, cuore della borgo antico, si
leva il Duomo (secc. XVI-XVIII), che al
suo interno ospita tele di Iacopo
Ligozzi, Passignano, Andrea del Sarto.
La Fortezza Vecchia è un complesso
pentagonale costruito per proteggere il
porto. Si tratta di uno dei monumenti
più significativi dell’urbanizzazione
medicea.Nel marinaro quartiere della
Nuova Venezia, costituito da una fitta
rete di canali, sorge la chiesa
domenicana di S. Caterina, (XVIII sec.).
Al termine del quartiere si trova invece
la Fortezza Nuova, un possente bastione
(sec. XVII) oggi parco pubblico. La
grande Piazza della Repubblica è detta
anche ‘Voltone’. Alle due punte opposte
della piazza si fronteggiano le statue
ottocentesche dei granduchi di Lorena
(Ferdinando III e Leopoldo II). Stupenda
chiesa è quella di S. Ferdinando (XVIII
sec.), ma non mancano in città altre
chiese e luoghi di culto che ricordano
nel nome la coesistenza di nazionalità e
tradizioni religiose tra loro molto
diverse. In piazza Micheli sta il
monumento a Ferdinando I, popolarmente
detto ‘i Quattro Mori’; eseguito da
Giovanni Bandini nel 1595 e completato
con le figure dei ‘Mori’ da Pietro Tacca
nel 1626. |