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Situata
nell'angolo nord est della Sicilia,
stretta tra la costa ed i monti
Peloritani, Messina si affaccia con il
suo porto naturale a falce sull’omonimo
stretto, di fronte a Reggio Calabria. La
città è sede universitaria dal 1548 e di
un'antica ed importante Fiera
Internazionale. Il suo porto commerciale
è anche sede di un Arsenale della Marina
Militare. Le sue origina la vedono
nascere come colonia greca nell’ VIII
a.C ,con il nome di Zancle. Prima città
sicula ad essere conquistata dai Romani,
nel 263 a.C, dopo un lungo dominio
bizatino subì anche quello musulmano
(843-1061). Sotto il dominio
normanno-svevo (secc. XI-XIII) Messina
recuperò l’antica floridezza conosciuta
in epoca greca e giungere alla massima
floridezza sotto il dominio degli
Aragonesi (secc. XIV-XV). Nel
Quattrocento a Messina nacque il pittore
Antonello da Messina (ca.
1423/1430-1479), che poi ebbe un ruolo
fondamentale nella svolta rinascimentale
della pittura italiana a fianco di
Giovanni Bellini. Nel Museo Regionale
della città si conserva un suo polittico
a cinque pezzi con Madonna in trono e
Santi. Il dominio spagnolo, soprattutto
dopo il Cinquecento, portò a Messina un
marcato malgoverno, che provocò una
grave decadenza. La città non riuscì a
sollevarsi sotto il governo borbonico e
rimase in fase di depressione fino all’
annessione al Regno d’ Italia. Dati i
gravi danni subiti dalla città nel
terremoto del 1908, l’assetto
urbanistico si presenta completamente
rinnovato e dal tracciato ordinato e
regolare. Caratteristico dei monumenti
messinesi è perciò un aspetto composito,
esito di diverse fasi di costruzione e
interventi di rifacimento a seguito
delle ripetute distruzioni. Tra gli
edifici principali da segnalare sono: il
Duomo di epoca normanna, in gran parte
ricostruito, il suo campanile, che
contiene l’orologio meccanico con
complesse automatiche grande al mondo,
la chiesa di Chiesa di Santa Maria degli
Alemanni, la Chiesa della Santissima
Annunziata dei Catalani, Monumento a Don
Giovanni d’ Austria, opera dello
scultore veneziano Andrea Calamecca, e
le due fontane cittadine: quella di
Orione e quella di Nettuno. |