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Nella
fertile piana bonificata del golfo
omonimo, sorge il capoluogo della
provincia sarda di Oristano. Fondato nel
sec. XI, Oristano conobbe la sua massima
prosperità durante l’autonomia
governativa dei secoli XIII-XV. Dominio
aragonese dal 1477, nonostante una
strenua resistenza promossa dagli
abitanti della città che ebbe proseliti
in tutta l’isola, in seguito passò alla
corona spagnola e rimase in suo potere
fino al 1720, quando venne annessa al
Regno di Sardegna. Cittadina di origine
medievale, Oristano ha un tracciato
urbano decisamente irregolare che si
mantiene sostanzialmente anche nella
parte di costruzione più recente, la
quale presenta però spazi più ampi.
Piazza Roma, emblema dell’irregolarità
cittadina, è il cuore della vita
oristanese: tra le sue aiuole si eleva
la Torre di San Cristoforo, detta Porta
della Manna, che costituisce l’unico
resto intatto della cinta muraria
medievale. All’inizio di Via Parpaglia
sorge la dimora di Eleonora d’Arborea,
moglie di Brancaleone Doria. Si tratta
di un’eroina locale che ebbe un ruolo
fondamentale nella lotta contro gli
Aragonesi: in suo onore si trova ad
Oristano anche un’omonima piazza, dotata
di un monumento a lei dedicato. Di
notevole interesse storico-artistico
sono inoltre il Duomo, edificio
risalente al sec. XIII ma interamente
ricostruito nel 1733 e poi ancora
modificato a metà dell’ Ottocento, e la
Chiesa di Santa Chiara. I Giardini
Pubblici di Oristano sono famosi per il
magnifico panorama: da essi si può
godere una suggestiva vista dell’intera
piana, fino al golfo e quindi al mare.
Oggi la città di Oristano è da
annoverare tra i principali centri
economici sardi: fiorente nel commercio,
notevole per l’attività industriale e la
salda base del settore primario,
particolarmente indirizzato alla
pastorizia, all’attività manifatturiera
ad essa legata e alla pesca. |