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Antiche
popolazioni della Gallia transpadana,
forse Levi, Marici o Insubri, si
stanziarono per la prima volta con
acampamenti nella zona dove oggi sorge
la moderna Pavia. La fondazione della
città si deve probabilmente ai Romani,
come testimonia la pianta cittadina che
segue le regole geometriche dell’antico
castrum. Conquistata dai Longobardi nel
572 , fu eletta a capitale del loro
regno, sotto il nome di Papia. Dopo
oltre due secoli di dominio longobardo
nel 774 la città venne conquistata da
Carlo Magno. Pur fondamentale centro
dell’epoca carolingia, nel Medioevo
Pavia perse di importanza dal punto di
vista politico e fu annessa al Ducato di
Pavia, sotto il dominio della famiglia
Visconti. Rimane celebre, nella storia
del cinquecento pavese, la battaglia di
sconfitta di Francesco I, fatto
prigioniero dalle truppe del Sacro
Romano Impero di Carlo V. Dal XVIII
secolo fino alla metà del XIX , la città
rimase sotto dominazione straniera di
spagnoli, francesi e austriaci a fasi
alterne. Nel 1859 Pavia entrò a far
parte del Regno di Sardegna insieme al
resto della Lombardia. Sede di
Università dal 1361, Pavia ospitò gli
studi di alcune grandi personalità:
Cristoforo Colombo, di cui ancora si
conservano le ceneri nella biblioteca, e
Alessandro Volta, che qui fece i suoi
primi esperimenti. Monumenti principali
della città sono quelli che risalgono
alla dominazione dei Visconti: il
castello visconteo, l’ospedale S.
Matteo, la sede dell’Università voluta
da Ludovico il Moro, il duomo e la
Certosa. Sulle rive del Ticino sorge il
suggestivo Ponte Coperto: esso
rappresenta una delle maggiori bellezze
pavesi, insieme a Piazza della Vittoria,
con il suo mercato coperto, e insieme ai
palazzi che erano le antiche dimore
delle antiche famiglie più facoltose.
Tali opere, con le altre testimonianze
artistiche cittadine, sono il frutto dei
grandi artisti che soggiornarono a Pavia
al tempo dei Visconti: Michelino da
Besozzo, Pisanello, Luini, Bramante,
Amedeo, Leonardo da Vinci e i Solari. |