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Cenni sulla città di Pordenone

Pordenone siede nella pianura friulana, a cavallo delle rive tranquille del fiume Noncello, da cui deriva l’antico nome latino di Portus Naonis. I Romani ne fecero infatti un fiorente porto, che s’ingrandì nel corso dei secoli. Sotto il dominio di Aquileia fino al 1202, fu sottomesso all’Austria e alla dominazione Asburgica fino al 1508. Da quell’anno, fino alla fine della Serenissima, Pordenone divenne fiorente signoria rinascimentale. Alla sua guida si pose prima Bartolomeo Liviano d'Alviano, generale che l’aveva che l'aveva conquistata combattendo alla testa delle truppe di Venezia, poi la sua famiglia fino all’estinzione del ceppo. Dal 1797 ebbe inizio quindicennio durante il quale la città fu spesso motivo di contesa tra gli opposti schieramenti franco-italiani e austro-russi. Dal 1815 al 1866 Pordenone fu parte del Regno Lombardo-Veneto e attraversò un periodo di benessere economico che portò allo sviluppo di diversi settori industriali, tra cui spiccano i settori ceramico, cartario, tessile e della produzione di energia idroelettrica. Dopo l’annessione al Regno d’Italia, e sopratttutto nei primi decenni del Novecento, furono avviati altri settori: il metalmeccanico, il siderurgico, il chimico e quello del legno. Nella Pordenone industriale di oggi i settori più sviluppati riguardano: la produzione di elettrodomestici, mobili, macchine tessili, strumentazione elettronica e ceramiche sanitarie, ma anche la lavorazione di materie plastiche e chimiche. Della sua storia restano numerose testimonianze nel centro cittadino. Nei pressi del municipio medievale, dalle originali architetture gotiche, si trovano il Duomo di S. Marco, in stile romanico-gotico (XIV-XV sec.) e il suo alto campanile. All’interno della cattedrale sono conservate preziose opere d'arte attribuite a Pordenone, Pilacorte, Amalteo e Tintoretto. Lungo l'antica Contrada Maggiore, oggi Corso Vittorio Emanuele, hanno sede i migliori negozi della città. Sulla destra del corso sta Palazzo Ricchieri, costruito nel Rinascimento e oggi sede della pinacoteca civica. Accanto a quest’ultimo venne posto palazzo Gregoris, che ricorda le architetture veneziane con la sua facciata ornata di teste scolpite. Sempre sulla stessa via stanno anche il Palazzo dei Capitani (XII sec.) e i palazzi Montereale-Mantica e Cattaneo. Tra le mete del turismo religioso sono da ricordare la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, l’ex monastero di S. Francesco, la neoclassica chiesa di S. Giorgio e il Museo Diocesano di Arte Sacra.

 

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