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Sulla
punta meridionale dello stivale, tra il
mare e il prolungamento finale
dell’Aspromonte, bagnato dalle acque
della riva orientale dello Stretto di
Messina. Ecco un eccellente punto di
raccordo tra Italia e Mediterraneo:
Reggio Calabria. Oggi sede del Consiglio
regionale, dell’Università
“Mediterranea” e dell’Università per
stranieri, Reggio è una città d’arte e
di cultura. Florido centro commerciale,
l’economia cittadina punta moltissimo
anche sull’attività del suo porto e sul
flusso turistico, richiamato dal
rilevante patrimonio archeologico e
dalle attigue stazioni balneari. La
città nasce venne fondata da coloni
calcidesi dell’Eubea, insieme a profughi
messeni nella seconda metà del VIII sec.
a.C.. Il suo nome originario fu “Reghion”.
Distrutta dai Siracusani nel 387 a.C.,
divenne colonia roamna nel 270 a.c. e
nel 89 a.C., venne proclamata Municipio
con il nome di Rhegium Juilii, pur
mantenendo in questo periodo lingua e
caratteri greci. Devastata dai Goti di
Alarico (410), diventò dominio dei
Bizantini per quasi sei secoli, durante
i quali la città vide una grande
crescita sia economica che culturale.
Nel 1060 passò ai Normanni, a seguito
dei quali vi fu un alternarsi di potere
tra Svevi, Angioini, Aragonesi e
Spagnoli. Nel corso del XVI sec. Reggio
subì ripetute incursioni turche, che
provocarono gravi danni alla città.
Ducato napoleonico dal 1808, partecipò
ai moti risorgimentali nel 1847, nel
riuscito tentativo di ribellarsi ai
Borboni. Nel 1860 venne annessa
all’Italia accogliendo l’arrivo delle
truppe guidate da Garibaldi. Tra i
monumenti più famosi della zona
ricordiamo il Duomo, cattedrale normanna
ricostruita più volte tra XVII e del XIX
secolo a causa di numerosi terremoti; il
Castello Aragonese, punto strategico per
la difesa della Città, che sorse
sull’antica acropoli della polis greca;
le antiche Mura Greche, che risalgono al
IV secolo AC e sono situate sul
lungomare; le Terme Romane, delle quali
restano solo alcune rovine; la Chiesa
degli Ottimati; Piazza Italia, ai lati
della quale si trovano Palazzo San
Giorgio (oggi sede del Municipio), il
palazzo della Prefettura e il palazzo
della Provincia, e il Cippo Marmoreo che
venne eretto nel luogo in cui Vittorio
Emanuele III sbarcò per la prima volta
nelle vesti di Re d’Italia. Da
ricordare, infine, il Museo Nazionale
che raccoglie testimonianze
archeologiche dai siti della Calabria e
della Basilicata. |