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Seconda
città della Sardegna per importanza
demografica, storica, culturale ed
economica, Sassari è situata poco
all’interno dell’ isola, sopra un
tavolato di natura calcarea in lieve
pendenza. Si tratta di un notevole
centro agricolo e commerciale, rinomata
meta del turismo internazionale grazie
alle bellezze naturali e monumentali che
offre. La sue origini risalgono
all’epoca medievale, quando venne
fondata dagli abitanti dell'antico porto
romano di Turris Libysonis, attuale
Porto Torres. Questi, infatti, decisero
di spostare il proprio insediamento
verso l'interno per sfuggire ai continui
attacchi marittimi dei saraceni.
Immigrarono qui mercanti pisani,
permettendo uno sviluppo che raggiunse
il culmine agli inizi del Duecento. Nel
1294 il nuovo centro divenne il primo
comune libero dell'isola e si dotò di
statuti propri. L’influenza Pisana fu
forte in questi territori fino al crollo
della Repubblica Marinara. Dal quel
momento Sassari passò sotto la tutela di
Genova. Nel 1323 la città venne annessa
ai domini aragonesi e poco dopo passò
alla Spagna. Rimase dominio ispanico
finché entrò a far parte del Regno di
Sardegna, che fu la base per
l’unificazione della penisola. La piazza
principale della città è Piazza di
Castello, il cui nome deriva da un forte
abbattuto nell'800. Il Duomo cittadino
si trova nel cuore della città vecchia:
edificato si resti di una pieve romanica
del XII sec. ha una la facciata decorata
che risale al 1681-1715. Altra
importante chiesa cittadina è quella di
S. Maria di Betlem, fondata nel 1106 che
però presenta interni
sette-ottocenteschi. Tra i musei
principali ricordiamo: la pinacoteca
cittadina, che espone circa 50 dipinti
di pittori sardi, nazionali e stranieri,
e il Museo Nazionale Sanna. Esso ha sede
nel palazzo dell'omonima famiglia dal
1932 e ospita reperti della civiltà
nuragica, dell’età fenicia e dll’età
punica. |