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L’antica
Teramo è il capoluogo della provincia
abruzzese più settentrionale della
regione. Immersa nel verde delle colline
circostanti, vanta la vicinanza al Gran
Sasso e ai Monti della Laga, che
contribuiscono a rendere ancora più
suggestivo il paesaggio della vallata
che la racchiude. L’origine del suo nome
deriva dal toponimo Interamnia
Praetutiorum, che riporta al suo essere
posta alla confluenza dei flumi Vezzola
e Tordino. L'Ager Praetutianus fu luogo
d’insediamento per i Pretuzi e in
seguito dei Romani, che ne fecero prima
una colonia, poi un municipio. Tra i
principali centri della regione durante
la dominazione romana, Teramo subì
devastazioni e saccheggi all’epocaq
delle invasioni barbariche. Rifiorì
solamente intorno alla metà del XII
secolo, sotto il regno degli Angioini,
anche se in questo periodo fu teatro di
intestine lotte tra fazioni nobiliari.
Del medioevo teramano restano importanti
testimonianze: il portale e il campanile
del Duomo, i portici, le stupende chiese
di S. Antonio (l’antica S. Francesco) e
S. Domenico. Alla fine del XVIII secolo
Teramo godette di una vivacità culturale
tale da permetterle di aprirsi alle idee
illuministe di illustri studiosi, come
Melchiorre Delfico. Teramo è
un’affascinante città d’arte che
conserva numerose vestigia romane tra
cui una grande necropoli, l’anfiteatro
del I sec. d.c., il Teatro che risale
all’età augustea e la suggestiva villa
detta Domus del leone, rinvenuta tramite
interventi di scavo nel 1891. Tra i
monumenti religiosi vanno ricordati la
Cattedrale, edificata nel 1158, ampliata
nel Trecento e oggetto di diversi
interventi nel corso degli anni, e i
resti della Chiesa di S. Anna, sorta in
età bizantina su un tempio romano,
ricostruita nel sec. XII e bruciata dai
Normanni nel 1155. Tra i musei cittadini
è importante ricordare il Museo
Archeologico di via Delfico. |