Quarta
città in Italia per il numero di
abitanti, Torino sorge laddove la Doria
Riapria confluisce nel fiume Po,
all’estremità occidentale della Pianura
Padana. Ricca di storia, deve il suo
nome alla tribù celtoligure che la fondò
nel III secolo a.c. , i Taurini. Nel 29
a.c. passò sotto la dominazione romana
per decisione di Giulio Cesare, che la
affidò ad Augusto, il quale la
ribattezzò “Julia Augusta Taurinorum”,
la trasformò in un importante raccordo
commerciale tra le Gallie e fece
costruire la famosa Porta Palatina e il
Teatro Romano, che ancora oggi sono
testimoni della presenza romana. Al
crollo dell’Impero la città continuò a
crescere: vi arrivarono i Goti, poi
Longobardi e nel 773 divenne contea
carolingia. Nel 1248 i Savoia riuscirono
a farsi donare Torino in feudo
dall’imperatore Federico II. Dal 1270 al
1280 la città passò in mano agli Angiò,
ai duchi di Monferrato e nuovamente ai
Savoia, ma dal 1536 al 1562 restò sotto
dominio francese. Solo il duca Emanuele
Filiberto riuscì a liberarla e farla
capitale dei suoi stati. Da capitale del
regno sabaudo, Torino divenne oggetto di
quattro ampliamenti urbanistici
successivi e il suo sviluppo raggiunse
l’apice tra Seicento e Settecento. Vi
lavorarono prestigiosi architetti, come
Ascanio Vitozzi, Carlo e Amedeo di
Castellamonte, Guarino Guarini e Filippo
Juvarra, che, con l’edificazione di
opere quali il Palazzo Carignano, la
Basilica di Superga e Piazza Castello,
riuscirono a conciliare la razionalità
della struttura cardo-decumano impostata
dai romani con le novità del Barocco
piemontese. Nel 1798 la città venne
incorporata al territorio francese per
poi tornare ai Savoia nel 1814, con il
Congresso di Vienna. Di nuovo capitale,
dal 1820 in poi Torino fu una delle
principali sedi del fermento ideologico
che preludeva ai moti risorgimentali. Da
quando, salendo al trono, Re Carlo
Alberto proclamò lo Statuto, la storia
della città si intreccia a quella
dell’Unità d’Italia, che la rese
capitale dell’intera penisola riunita
del 1861 al 1865. Anche quando il titolo
di capitale venne affidato a Roma,
Torino non cessò di essere centro
nevralgico del nuovo stato, soprattutto
in ambito industriale. L’inizio del
nuovo secolo vide la nascita di FIAT,
Lancia e Atala e Torino divenne la
“capitale dell’auto”, al vertice del
Triangolo industriale con Genova e
Milano. In quegli anni in città veniva
terminata la costruzione della Mole
Antonelliana, alta ben 167 metri e ora
Museo Nazionale del Cinema, e nel 1923
venne costruito il Lingotto, sul tetto
del quale venivano testate le prime Fiat
famose in tutto il mondo: la Balilla e
la Topolino.
Oggi Torino è una città multietnica, che
ha dovuto fronteggiare problemi legati
all’integrazione delle minoranze
provenienti dal sud della penisola e
dall’estero alla ricerca di un impiego
nel fiorente apparato industriale
automobilistico, metalmeccanico e dei
servizi. La sfida per il futuro è
rappresentata dalla completa
integrazione delle minoranze sia nella
forza lavoro che nel tessuto sociale
cittadino. Per quanto riguarda il
turismo, la città di Torino è nota sia
per la bellezza delle testimonianze del
suo passato che per il turismo
religioso, attirato dalla bellezza del
quattrocentesco duomo di S. Giovanni,
che ospita e custodisce la sacra
Sindone. Ricca di eventi artistici e
letterari, di musei, mostre e fiere
spesso ospitate all’interno del
Lingotto, Torino attira a sé moltissimi
giovani, che vivono la città, anche nei
suoi numerosi locali, mentre frequentano
la tanto prestigiosa quanto antica
Università, nata nel 1404. Infine, ora
l’intera area della provincia di Torino
si sta mobilitando per preparare al
meglio, rinnovare e ed ampliare tutti i
suoi impianti sportivi e le strutture
alberghiere, in vista del grande evento
che ospiterà nel 2006: la ventesima
edizione dei Giochi Olimpici Invernali. |